“Il corpo è sempre politico”, incontro con Virgilio Sieni

Redazione - 17 Luglio 2017

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Il corpo diventa politico nel momento in cui si mette in opera –  osserva Sieni – cercando di dialogare con quella che oggi è la dimensione del profitto”. Il prossimo 31 luglio a Chiusi, nell’ambito del festival Orizzonti #Umano, andrà in scena l’ultima produzone della Compagnia dedicata alla figura di Pulcinella.

“Il corpo è sempre politico, anche quando agisce in una forma inconsapevole – ci racconta Virgilio Sieni, riassumendo in questa intervista di Bed and Art l’esperienza pluriennale alla direzione della Biennale Danza e il suo impegno volto a diffondere la danza, come consapevolezza del gesto, ai non professionisti e ai cittadini. “Il corpo diventa politico nel momento in cui si mette in opera –  aggiunge – cercando di dialogare con quella che oggi è la dimensione del profitto“.

L’intervista di Bed and Art è apparsa per Exibart.

Coreografo e danzatore, Virgilio Sieni fonda nel 1983 la Compagnia Parco Butterfly e nel 1992 la Compagnia Virgilio Sieni, imponendosi come uno dei protagonisti della scena contemporanea europea. Crea spettacoli per le massime istituzioni musicali italiane e vince numerosi premi (Ubu, Danza&Danza, Lo Straniero, Anct). Nel 2013 diventa direttore della Biennale di Venezia – Settore Danza e viene nominato Chevalier de lordres des arts et de lettres dal Ministro della cultura francese. Rappresenta lItalia sia a Marsiglia Capitale Europea della Cultura 2013, con il progetto Arte del gesto nel Mediterraneo che coinvolge 160 interpreti provenienti da diversi paesi, sia a Bruxelles nellambito del Semestre Italiano di Presidenza dellUnione Europea 2014 con il progetto Vita Nova sulliconografia  sacra al Bozar Centre for Fine Arts. Nel 2015 realizza per la Fondazione Prada di Milano Atlante del gesto.

Il prossimo 31 luglio a Chiusi nell’ambito del festival Orizzonti #Umano andrà in scena l’ultima produzione della Compagnia Virgilio Sieni dal titolo Pulcinella-Quartet che Sieni presenta con le parole del filosofo Giorgio Agamben.

Lo spettacolo raccoglie un ciclo di danze che alludono alla figura di Pulcinella: avventure attraverso il corpo esplorate da un gruppo di danzatori. Come “trovatori” di gesti, essi mettono in opera una serie di coreografie slanciate sui temi dell’abitare lo spazio, della gravità, del gioco e della leggerezza. Fughe avventurose nella radura dello spazio, nelle infinite prospettive continuamente percorse da incontri, avvicinamenti e condivisioni. Le danze in serie svelano danzatori destinati alla loro storia, ai loro racconti: esplorazioni sulla postura dell’uomo nelle sue declinazioni antropomorfe, nei tragitti apparentemente marginali posti nelle pieghe del gesto.
Il gesto istintivo incontra un continuum di dettagli fisici irregolari e improvvisi di storie e vissuti, margini e scarti, a indicare una mappa dell’uomo che guarda alla natura e alla costruzione di un chiasmo, un luogo dell’incontro e dell’intreccio. Nei margini e negli scarti del movimento emergono oltremodo le briciole del contemporaneo.

Da G.Agamben, Pulcinella ovvero Divertimento per li regazzi

Pulcinella non recita soltanto, ma vive “all’improvviso”. Per questo, benché pratichi occasionalmente tutti i mestieri, la sua vita è essenzialmente inoperosa. Si direbbe che le attività cui si dedica sono fatte seriamente e, tuttavia, per una sorta di scommessa, “all’improvviso”.

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