“Ho dialogato con mondi estranei al mio linguaggio”, incontro con Fabrizio Plessi

Redazione - 26 luglio 2017

Share This:

Plessi si racconta nel suo studio veneziano. Vi proproniamo un estratto di una lunga intervista girata qualche anno fa, in vista dell’Opera immersiva che il maestro della videoistallazione propone al Teatro La Fenice fino al 6 agosto.

“Ho sempre attraversato dei mondi apparentemente sconosciuti al mio linguaggio”, ci racconta Plessi,”perché ho sempre pensato che l’attraversamento dei linguaggi fosse la base del nostro tempo”.

Vi proponiamo l’anteprima di una lunga intervista girata nello studio veneziano di Fabrzio Plessi che si racconta a Bed and Art a partire dalle prime mostre degli Anni 60 realizzate nel contesto dell’Arte Povera, ma anche di quand’era assistente di Emilio Vedova, fino alle prime sperimentazioni tecnologiche che lo consacrano pioniere della videoscultura a Kassel nel 1987. Poi le quattordici biennali, le mostre al Guggenheim di New York, al Pompidou di Parigi e a Bilbao.

Dal 26 luglio al 6 agosto 2017, alla Fenice vive l’opera sperimentale Fenix DNA di Fabrizio Plessi. Gli elementi primordiali e primigeni dell’acqua e del fuoco sono al centro della ricerca artistica di Plessi che, anche in questa occasione, si esprimerà attraverso ciò che caratterizza il suo dna, unendolo e fondendolo a quello de La Fenice, grazie a 200 calchi – mai visti sinora – disegnati e modellati da Guerrino Lovato, quali prototipi delle sculture e dei bassorilievi di ornato della cavea del teatro, distrutto dall’incendio nel 1996 e che ha riaperto le porte, in tutta la sua magnificenza, nel dicembre del 2003.

Il cuore stesso del teatro, le sedute di platea, scompariranno per diventare il luogo della narrazione artistica di Plessi grazie ai calchi che – come dice l’artista – “sono l’elemento positivo, quello da cui tutto potrà sempre rinascere”. Tra essi, che riproducono capitelli, barbacani, teste di putti, maschere e grottesche, il visitatore assisterà a una performance che trasformerà La Fenice, ancora risorta dalle sue stesse ceneri, come l’animale mitologico di cui porta il nome.

Ogni giorno, inoltre, il pubblico potrà ascoltare le note composte appositamente dal Maestro Giovanni Sparano, eseguite da Pourquoi-Pas Ensemble con la direzione di Alvise Zambon e cantate dal mezzosoprano Francesca Gerbasi per un’esperienza totalmente immersiva di luci e colori, tra l’eco degli elementi di acqua e fuoco da sempre nel dna di Plessi, di Venezia e della storia del Teatro La Fenice.

Un’iniziativa promossa da Generali Italia tramite il programma Valore Cultura, prodotta da Fondazione Teatro La Fenice, in collaborazione con Arthemisia.

Share This:

Subscribe to the Newsletter

X