“Futuro è l’arcaico”, pillole dall’incontro con Cesare Ronconi

Redazione - 22 Luglio 2017

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Arcaici e contemporanei nello stesso momento, spiega Cesare Ronconi del Teatro Valdoca. L’abbiamo incontrato la settimana scorsa nelle sede della associazione Live Arts Cultures di Forte Marghera, dove il regista di Cesena ha guidato dei giovanissimi sui testi della poetessa Mariangela Gualtieri.

“E’ più futuro l’arcaico del futuro che ci raccontano”. Parla Cesare Ronconi, regista e fondatore del Teatro Valdoca con la complicità di una delle poetesse italiane di maggiore espressività e cioè Mariangela Gualtieri i cui libri sono pubblicati dalla collezione Einaudi. “Io amo anche molto la mia contemporaneità, perché sono arcaico forse”. E aggiunge poco dopo: “Secondo me bisogna essere esattamente nel proprio momento ed esattamente arcaici in quel momento”.

Dapprima è un collettivo, un gruppo di musica e teatro senza mansioni differenziate, il Collettivo Valdoca. È a metà degli anni settanta che matura la vocazione teatrale dei due fondatori. Grazie a una borsa di studio in Polonia, Ronconi e Gualtieri incontrano a Cracovia il lavoro di Kantor, prima che il Cricot venisse in Italia, e il Teatro Laboratorio di Grotowski, partecipando a Wroclaw all’indimanticabile Tree of people. In America, conoscono l’esperienza di Peter Shumann e del Bread and Puppet, il lavoro di Bob Wilson, di Richard Foreman, dello Squat Theatre appena arrivato in USA dall’Ungheria. Ma la figura più sorprendente e di maggior riferimento è, già in quegli anni, Carmelo Bene. Sono anni di forte inquietudine che trova sfogo in viaggi solitari per il mondo (Brasile, Burkina Faso, Spagna, America del Nord) e anche in una lunga residenza di tutta la compagnia in un piccolo villaggio della Tanzania.

Il tratto più caratteristico della poetica di Valdoca è dato dall’epicità dei suoi attori, sempre tesi verso il sovrumano e il sub-umano, dunque fra eroe e divinità da un lato, animalità, infanzia e deformità dall’altro, nella rinuncia alla narrazione, ai temi sociali, all’attualità e alla cronaca.

Ronconi negli ultimi anni è impegnato in una appassionata attività pedagogica. Esempio ne è il workshop dove la settimana scorsa abbiamo raccolto l’intervista, nelle sede dell’associazione Live Arts Cultures di Forte Marghera. Lì il regista di Cesena e le sue collaboratrici hanno proseguito il cammino iniziato nel 2016 con Giuramenti, verso un affinamento di ciò che fino a ora lo ha determinato: resa orale del verso poetico, movimento atletico e danzato, canto singolo e corale, riflessione teorica.

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