Il newyorkese Ralph Rugoff è il curatore della Biennale Arte 2019 di Venezia. Un semiologo che ha a cuore il pubblico

Redazione - 15 dicembre 2017

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Il Cda della Biennale di Venezia, su proposta del Presidente Paolo Baratta, ha nominato Ralph Rugoff Direttore del Settore Arti Visive con lo specifico incarico di curare la 58. Esposizione Internazionale d’Arte.

E’ il semiologo newyorkese Ralph Rugoff il nuovo curatore della Biennale Arte 2019, 58esima Esposizione Internazionale d’Arte, prevista dall’11 maggio al 24 novembre 2019; vernice 8, 9 e 10 maggio; inaugurazione al pubblico sabato 11 maggio. Autore della raccolta di saggi Circus Americanus (1995), incentrata sull’analisi dei temi e delle implicazioni dello spettacolo pubblico nel Contemporaneo, Ralph Rugoff dal 2006 è Direttore della Hayward Gallery di Londra, considerata, peraltro, fra le gallerie d’arte pubbliche di maggiore rilievo del Regno Unito; fa parte inoltre del Southbank Centre.

Nel 2015 Rugoff è stato il Direttore artistico della XIII Biennale di Lione intitolata La vie moderne. Inizia la sua carriera come critico e saggista: tra il 1985 e il 2002 scrive numerosi articoli per il Financial Times, The Los Angeles Times, The Los Angeles Weekly e diversi scritti per riviste d’arte come Artforum, Artpresse, FlashArt, Frieze, Parkett e Grand Street. Nello stesso periodo inizia a lavorare come curatore indipendente organizzando mostre come Just Pathetic (1990) e Scene of the Crime (1997). Già Direttore del CCA Wattis Institute (2000-06), galleria del California College of the Arts di San Francisco, ha curato numerose mostre collettive alla Hayward Gallery negli ultimi 11 anni, tra cui The Painting of Modern Life (2007), seguita da Psycho Buildings (2008), esposizione che include installazioni interattive e immersive di artisti come Mike Nelson, Gelitin e Do-ho Suh e The Infinite Mix (2016); ha curato inoltre importanti retrospettive e personali di Ed Ruschka, Jeremy Deller, Carsten Holler e George Condo.

Se è ancora presto per sapere la direzione della Biennale Arte 2019, l’interesse alla sfera pubblica di Ralph Rugoff è in piena continuità con l’ultima Biennale firmata da Christine Macel che nel ruolo dello spettatore ha avuto il suo epicentro: basti pensare, al proposito, alla fortunata iniziativa Tavola Aperta, dove gli artisti nel corso dei nove mesi dell’esposizione hanno incontrato il pubblico durante un pranzo da condividere, al fine di descrivere il proprio lavoro e dialogare. Un pubblico sempre più aperto e interessato all’arte nei suoi aspetti meno elitari, confermato dalle oltre 615.000 presenze con cui ha chiuso Viva Arte Viva lo scorso novembre, segnando un record storico.

“L’incarico a Ralph Rugoff – ha chiosato il Presidente della Biennale, Paolo Baratta – “conferma l’intenzione di qualificare la Mostra come luogo di incontro tra il visitatore, l’arte e gli artisti. Una Mostra che impegni i singoli visitatori in un diretto confronto con le opere nel quale la memoria, l’inatteso, l’eventuale provocazione, il nuovo e diverso possano sollecitare lo sguardo, la mente e l’emozione di chi osserva, dandogli l’occasione di una intensa e diretta esperienza.”

Siamo lontani dai tempi e dai temi de La dittatura dello spettatore, la 50esima Esposizione di Arti Visive curata da Francesco Bonami, o dalla controversa Biennale Teatro di Carmelo Bene che non fu chiusa, ma addirittura interdetta al pubblico. Chissà che l’edizione 2019 di Rugoff non titolerà proprio L’esperienza dello spettatore, vuoi vedere?

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