A The Others Art Fair con Daniele Galliano, Michele Bubacco e un ommaggio a J. Kounellis

Redazione - 23 novembre 2017

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L’esposizione ha visto il confronto tra due pittori di generazione diversa, Daniele Galliano (Pinerolo, 1961) e Michele Bubacco (Venezia, 1983), in dialogo con una delle ultime interviste video a Jannis Kounellis, proiettata su un coltello in omaggio al maestro dell’arte povera. La logica della pittura è così osservata nell’espressione dell’avanguardia (Kounellis), nel ritorno alla pittura degli anni 90 e i primi anni 2000 (Galliano) e da una della voci più interessanti dell’ultima generazione (Bubacco).

“Il pittore parte da una definizione di cultura e realizza un disegno. Questo è il pittore”. Così Jannis Kounellis, in una delle ultime video interviste rilasciata in vita il 16 luglio 2016 a Bed and Art Edizioni, in occasione della mostra italiana promossa dai musei civici di Pesaro. A partire da questo documento, la mostra selezionata da The Others Art Fair in occasione del Torino Art Week 2017 è una disamina sulla logica della pittura contemporanea. In dialogo con la proiezione della video intervista su coltello, il confronto vede due artisti contemporanei di diversa generazione, Daniele Galliano e Michele Bubacco, che della pittura hanno fatto la cifra stilistica della loro ricerca artistica.

In mostra 5 opere di Daniele Galliano (“Empty head”, olio su masonite, 10×15 each , 2016) che negli anni ’90 sancisce il ritorno alla pittura nella forma quadro, elaborando una precisa espressività caratterizzata dal “realismo trasfigurato”, secondo la definizione coniata da Arturo Schwarz, e che Galliano spiega come una sintesi di molti linguaggi a lui contemporanei posti in dialogo tra loro (cinema, musica, televisione, fumetto, cronaca ecc.) e arricchiti dalle intuizioni dei gradi maestri dell’arte povere e concettuale, tra i quali Kounellis e Merz.

Il lavoro di Michele Bubacco  rappresenta una delle voci più significative della ricerca pittorica dell’ultima generazione. Bubacco realizza un intervento site specific sulle pareti dello spazio. Si aggiunge una cassa audio che interviene a livello sonoro con il contributo di un brano per batteria registrato ed eseguito per l’occasione.

L’intervista è un breve documento, girato in primissimo piano, in cui Kounellis appare stanco, eppure lapidario. E’ un caldo pomeriggio d’estate. Giriamo poco più di 6 minuti. Si definisce “un’umanista”, piuttosto che un artista, soprattutto in riferimento ai suoi contemporanei. Alla pescheria antica di Pesaro, Kounellis ha portato i cavalli. E’ dalla storica mostra all’Attico di Roma che non dipingeva disponendo nello spazio i corpi dei cavalli. In una delle due stanze della Pescheria, un cavallo gira su dei binari disposti a cerchio, e traina dei carri su cui sono poggiate delle stoffe nere. Il cavallo chiuso nel cerchio in cui gira rappresenta un “funerale napoletano”, ci spiega. La proiezione dell’intervista su coltello è un omaggio giocoso, ma anche una chiave d’accesso alla mostra che indaga la pratica pittorica.

Opere in mostra:

Daniele Galliano, “Empty head”, cm 10×15, olio su masonite, 2016.

Michele Bubacco, “Prove d’orchestra”, cm 31×31 each, olio su custodia di LP, 2017.

 

L’omaggio a Kounellis:

Bed and Art, “L’umanista”, installazione in omaggio a J. Kounellis, video mapping su coltello, 1, 18 min., cm 60×5,5, 2016/17.

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